“Frankenstein” di Guillermo Del Toro
- Anastasia Vulgaris

- 26 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Frankenstein (2025): Del Toro e il moderno Prometeo di Netflix
Una delle prime cose che notiamo quando apriamo Netflix è la pubblicità dell’imminente uscita del film Frankenstein, diretto da Guillermo del Toro.
Il regista, già nel 2007, aveva affermato di essere interessato a dirigere un adattamento cinematografico del romanzo della Shelley e, dopo continui rinvii, nel 2023 Netflix avviò ufficialmente il progetto, forte della vittoria agli Oscar di Pinocchio di Guillermo del Toro. Sappiamo che il film è stato presentato in anteprima assoluta in concorso all'82a Mostra internazionale del cinema di Venezia 2025, che è stato accolto positivamente dalla critica e bla bla bla... parliamoci chiaro: niente di nuovo. Di film tratti da Frankenstein ce ne sono tantissimi; il primo risale al 1910, un cortometraggio muto prodotto dalla Edison Studios (la compagnia di Thomas Edison) e diretto da J. Searle Dawley. Poi c’è il famosissimo Frankenstein junior, diretto da Mel Brooks. E l’ultimo risale a non pochi anni fa, ossia Frankenstein (2015), di Bernard Rose. Ovviamente io ve ne ho citati solo alcuni; diciamo che in totale sono circa 80.
Allora questo adattamento del 2025 ci racconterà qualcosa di nuovo oppure sarà sempre la stessa minestra riscaldata?
Sicuramente il connubio Del Toro–Frankenstein è accattivante, ma secondo me c’è di più. Partiamo dal casting: Oscar Isaac e Mia Goth sono stati scelti per interpretare rispettivamente Victor Frankenstein ed Elizabeth Lavenza, Charles Dance e Christoph Waltz interpretano Leopold Frankenstein e Henrich Harlander, ma è la scelta di far interpretare a Jacob Elordi il ruolo della Creatura che mi ha lasciata piacevolmente stupefatta. Questo perché, fino ad oggi, abbiamo visto l’attore interpretare esclusivamente ruoli da “bellone” e mai qualcosa di diverso. La Creatura è un essere deforme, un mostro! Un ruolo che, solitamente, non prevede una certa prestanza fisica. Devo ammettere però che negli ultimi anni molti “mostri” sono stati interpretati da attori di bell’aspetto, vedi IT del 2017, dove a interpretare il pagliaccio demoniaco era Bill Skarsgård, oppure tutto il filone della serie Monster, dove i serial killer sono interpretati, volutamente, da attori belli e affascinanti.
Altra scelta di marketing estremamente interessante è quella di fare due trailer diversi: uno
dal punto di vista di Frankenstein e uno dal punto di vista della Creatura. Questo porta lo spettatore a comprendere che tutta la trama si concentra principalmente sulla rivalità tra i due. Ovviamente questa rivalità non è un’invenzione del regista, ma bensì il cuore di tutto il romanzo: Frankenstein “dà alla luce” la Creatura, subito dopo prova disgusto per essa, la abbandona e, di conseguenza, la Creatura prova dapprima il dolore dell’abbandono, poi la rabbia e subito dopo la voglia di vendetta per il torto subito. Ma l’idea di creare questi due trailer per far capire l’odio che la Creatura prova nei confronti di suo “padre” è davvero geniale e divertente; d’altronde non dobbiamo dimenticarci che Del Toro è anche un bravissimo produttore.
Questa scelta dei due trailer mi fa pensare che il film si concentrerà molto anche sull’aspetto psicologico del romanzo: Frankenstein è considerato uno dei primi romanzi “psicologici” della letteratura moderna, perché il rapporto tra Frankenstein e la Creatura non solo è quello che c’è tra un padre che rifiuta il proprio figlio, ma anche il fatto che la Creatura è l’Ombra di Victor: ciò che lui rifiuta di sé stesso, la sua sensibilità.
Non fatico a credere che questa allegoria del fallimento dell’amore genitoriale sarà il tema centrale nel film, anche perché il regista ci ha dimostrato più e più volte di amare i “mostri” e le creature che vengono allontanate dalla società e non accettate per quello che sono.
Quindi accendete Netflix il 7 novembre 2025 (oppure andate in alcuni cinema selezionati il 22 ottobre) e godetevi questa avventura. Buona visione!






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