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Il futuro è verticale: la rivoluzione dei micro-drammi e del cinema mobile-first

Nel novembre 2025, mi sono trovato su un set italiano decisamente insolito: non uno qualsiasi, ma il primo in Italia dedicato alla realizzazione di un film interamente in formato verticale. Siamo a Lucca, cuore creativo di tante sperimentazioni, e qui si sta girando un’opera pensata per schermi che tutti conosciamo bene: quelli degli smartphone.


Ma cosa significa "film verticale"? Significa abbandonare il classico formato orizzontale 16:9 cui il cinema e la televisione ci hanno abituati, per adottare un 9:16, lo stesso che domina le app di uso quotidiano come Instagram Stories, TikTok o YouTube Shorts. E non è una semplice moda: è una rivoluzione.


Il fenomeno nasce in Cina tra il 2018 e il 2019, con le prime serie verticali pensate per fruizione mobile. È qui che si afferma il concetto di micro-dramma, brevi episodi narrativi costruiti per uno schermo che si tiene, naturalmente, in verticale. La spinta decisiva arriva durante i lockdown pandemici, quando l'intrattenimento mobile diventa essenziale e il cinema verticale esplode, superando nel 2024 – in Cina – gli incassi del box office tradizionale.


Il perché di questa scelta è tutt'altro che casuale: la nostra postura abituale con lo smartphone favorisce la tenuta verticale, mentre il formato orizzontale affatica il polso. Le produzioni verticali si basano su studi approfonditi del comportamento umano, integrando tecniche di engagement tipiche del gaming e della psicologia della dipendenza. Nulla è lasciato al caso.


Con il tempo, queste produzioni si sono evolute: dagli esordi amatoriali si è passati a progetti con alti standard artistici e tecnici, in grado di attrarre sceneggiatori, registi e attori professionisti. Case di produzione americane, come Holywater – nata originariamente dal mondo degli audiolibri – hanno colto il potenziale di questo formato, investendo nella creazione di contenuti verticali “premium”.


Il modello produttivo è sorprendente: sceneggiature da 85–100 pagine, girate in appena 8–10 giorni, per serie dalla durata complessiva di 60–90 minuti, suddivise in episodi brevissimi da 30, 60 o 90 secondi. Ogni micro-episodio termina con un colpo di scena: cliffhanger ad alta tensione pensati per generare una sorta di “dipendenza narrativa” – uno dopo l’altro, come fossero patatine. Un primo blocco è offerto gratuitamente, poi si arriva al paywall, che sblocca gli episodi successivi solo tramite abbonamento o acquisto.


Il contenuto? Assurdo, esagerato, irresistibile. Vampiri, miliardari, triangoli amorosi, licantropi, vendette e metamorfosi. Tutto è costruito per essere uno “spectacle” continuo. È l’equivalente narrativo di un incidente in autostrada: non puoi fare a meno di guardare.


Gli attori sono perfetti: modelle e modelli tra i 20 e i 26 anni, incarnazioni moderne di stereotipi potenti. La ragazza buona ha occhi azzurri, la cattiva è mora e sensuale. Il linguaggio visivo è diretto, semplicissimo, iper-emotivo. Non cerca la sottigliezza: cerca l’impatto immediato. Tutto questo ha suscitato l’interesse dei grandi capitali. Piattaforme come My-Drama.com, con oltre 55 milioni di download, hanno raccolto nel 2025 investimenti per oltre 22 milioni di dollari, con l’obiettivo di creare una vera e propria "Netflix verticale", pensata fin dall’inizio per un pubblico mobile-first.


Il risultato è chiaro: Hollywood sta guardando in verticale. E anche in Italia – partendo da Lucca – qualcuno ha già cominciato a cambiare l’orientamento delle sue storie.

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